Ma quanto a me, non avvenga mai che mi vanti all'infuori della croce del Signor nostro Gesù Cristo.

Galati 6:14


Ancora oggi dopo 2000 anni di storia e teologia religiosa il significato della morte del nostro Signore e Salvatore Cristo Gesù rimane un mistero per molti così come è un mistero la forma della "croce" - dal greco "stauros" che significa "palo" - su cui è stato appeso il Figlio di Dio fonte di continue ricerche. Comunque sia, la verità è che la croce o stauros era un sistema di tortura di grande e lenta sofferenza. Chi veniva inchiodato era sottoposto ad atroci dolori e, prima che arrivasse la morte, trascorreva anche una intera giornata.

Cristo Gesù era innocente, non era un peccatore, osservò perfettamente la Legge di Dio e rispettò anche quella romana, fu accusato ingiustamente dal Suo popolo di essere un bestemmiatore, fu bastonato e frustato fino a strappargli la carne, fu messo sotto processo e paragonato a uno dei peggiori criminali. Inoltre, fu anche costretto a portare la Sua croce fino allo stremo, senza più forze tant'è che un certo Simeone lo aiutò.

Chi può comprendere la Sua grande sofferenza per portare su di sé sulla croce tutti i nostri peccati? Egli non sembrava più un uomo tanto era stata crudele la flagellazione che aveva subito e, comunque, non era nulla a confronto di quanto sarà stato tremendo e pesante portare su di sé tutti i peccati del mondo. Riesce la nostra mente a comprendere questo sacrificio?

Ognuno di noi ha la propria croce da portare, ma certamente non è minimamente paragonabile alla Sua, anzi la nostra croce può diventare leggera se è Lui stesso che ci aiuta.

Dunque, per ciò che siamo e per ciò che sappiamo e per la conoscenza, il nostro vanto non dovrebbe essere sulla sapienza umana e sulle nostre capacità. Chi dice "io sono" e non ho bisogno di nulla perché si sente realizzato, "arrivato", commette un grave errore. Solo DIO può dire "Io sono", mentre l'uomo "non è".

Quindi, di cosa e in cosa ci possiamo vantare se abbiamo qualcosa? Come Cristo Gesù dovremmo essere umili e prendere la nostra croce, dando risalto al Suo grande sacrificio e riconoscendo con vera umiltà che Egli ci ha liberati dalle tenebre ed è con noi. Sempre.

Se noi viviamo è per Lui e in Lui. "Difatti, in Lui viviamo, ci moviamo, e siamo" (Atti 17:28).

Gesù è quello che ha fatto tutto per noi, Egli fu fatto diventare peccatore per la nostra salvezza; perciò non possiamo vantarci di nulla all'infuori di Lui.

"Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi" (Rom 5:8).

A cose serve investigare se morì su un palo o croce o altro, a cosa serve investigare se i chiodi erano conficcati nelle mani o nei polsi? Quello che importa è che Egli è morto veramente ed è risorto veramente dopo tre giorni e tre notti! Questa verità basta per credere che è Gesù il vero Cristo di cui tutti i profeti hanno annunciato molto tempo prima la Sua venuta sulla terra come "Dio con noi".




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